lunedì 30 aprile 2007

Risposta Quesito

Ecco la risposta che provo a dare io.
Partiamo dal presupposto che un partito deve essere in grado di portare idee, soluzioni, per affrontare le questioni della realtà su cui si concentra (livello comunale, provinciale, regionale...etc).
Le idee partono da intuizioni che possiamo ricondurre a singoli soggetti e poi dovrebbero essere perfezionate tramite l’apporto di una serie di altri soggetti.
Come riuscire a dare valore solo alle idee che lo meritano? (prima questione non banale)
Come riuscire a far si che i vertici del partito siano composti dalle persone più capaci di proporre e organizzare le proposte degli altri? (seconda questione)

1. Come poter dar visibilità alle idee migliori?

Un problema dell’attuale sistema credo sia l’importanza data al “discorso”. Gli antichi greci dicevano che nella dialettica tutto ciò che conta è la dizione. Non ciò che si dice, ma come lo si dice. Se questo concetto valeva nell’antica Grecia oggi vale ancora di più. Quando ascoltiamo discorsi di importanti politici è facile trovarsi davanti ad affermazioni generiche, scambi di accuse, frasi d’effetto. Questo perché ai politici conviene colpire la parte emotiva di chi gli ascolta e non quella razionale... a discapito ovviamente dei contenuti. Se trascrivessimo su carta interi discorsi e cercassimo frasi significative che apportano concetti nuovi o ne approfondiscono di già presenti, ci troveremmo davanti ben poco.

Trasportare parte della politica su fogli scritti potrebbe aiutare a indebolire la parte diretta al cuore delle persone per portare in primo piano quella rivolta al loro cervello.

Avere a disposizione, per essere lette, le proposte dei vari partecipanti aiuterebbe sicuramente il processo di analisi delle stesse e quindi di selezione.
Dove mettere la raccolta degli scritti? Personalmente penso sia il caso, da parte di un partito, di iniziare ad usare internet sfruttandone le potenzialità. Adesso il sito di un partito è un semplice mezzo di propaganda povero di contenuti. Dentro ad un sito, adesso, è possibile leggere soltanto pochi interventi dei politici che già costituiscono la dirigenza del partito. Questo non basta: sul sito devono essere presenti tutte le proposte dei singoli soggetti e deve essere possibile per ogni partecipante lasciare i propri contributi.
Il confronto tra le varie idee potrebbe essere portato avanti tramite un forum sul modello di quelli già presenti a migliaia nella rete.
In generale, tralasciando Internet, la sede di partito deve tornare ad essere luogo di dibattito, di confronto tra le idee di diversi soggetti.

2. Come riuscire a far si che i vertici del partito siano composti dagli elementi migliori?

Come far si che il successo della persona dipenda in maggior parte dalla qualità del suo impegno, dalle capacità che ha dimostrato, nel tempo, di possedere? Come riuscire a rendere irrilevante l’importanza della fedeltà ai vertici?
E’ necessario che il processo di selezione, delle idee come delle persone, avvenga giorno per giorno e per mano degli iscritti.
Trovarsi una volta l’anno per decidere chi candidare non basta. Fare delle campagne elettorali all’interno del partito è controproducente, uno spreco di risorse che rischia di rendere i politici dipendenti dai soldi messi a disposizione da qualche sponsor.
La risposta che io provo a dare è semplice.
Ogni partecipante dovrebbe avere un curriculum riguardante la vita interna al partito contenente dei “punti” di apprezzamento attribuitigli dagli altri iscritti. Ad ogni punto conferito dovrebbe corrispondere una motivazione.
Faccio un esempio per chiarire meglio quello che ho in mente.
Supponiamo che sia in corso una discussione su quali proposte avanzare per far fronte al problema rifiuti; vari soggetti intervengono sul forum, uno di loro (X) però riesce a presentare un’idea particolarmente innovativa, al limite anche in contrasto con alcune di quelle già presentate.
Supponete adesso di mettervi a leggere quella discussione e di apprezzare l’idea di X, di non trovarvi difetti. Cosa fate? Semplice, date un punto spiegando che considerate quell’idea un’ottima proposta.

Col tempo vedremmo alcuni soggetti emergere grazie ai punti che gli sono attribuiti.
Dico di più: rendiamo vincolante il punteggio all’assegnazione di cariche.
Sarebbe così scongiurato il rischio di avere come dirigenti persone contraddistinte per la particolare “fumosità” delle loro proposte.

Personalmente penso che questo sistema sia utile anche per armonizzare i pareri divergenti senza generare crisi.
E’ normale e giusto che gli iscritti ad un partito possano non essere d’accordo su dei punti, dopotutto nessuna persona è identica alle altre. Non è giusto però che le idee non conformi a quelle della maggioranza del partito siano relegate in un angolo buio. I sostenitori di tali proposte avrebbero comunque la possibilità di comparire tra i membri più importanti del partito grazie ai voti della minoranza degli iscritti (minoranza con cui si trovano in sintonia).


La mia resta un’idea per risolvere alcuni dei problemi strutturali agli attuali partiti. Cosa ne pensate? E’ da scartare? Pensate che invece possa essere realizzata? Può essere perfezionata?

Nessun commento: